E’ stato sottoscritto dalle OO.SS. della medicina generale della Lombardia l’Accordo Integrativo Regionale 2019.

Si è concordato di prorogare l’AIR 2018 per il 2019 nella parte economica e normativa, con le modifiche/integrazioni di seguito descritte.

1) GOVERNO CLINICO
Sarà possibile scegliere l’adesione ad uno dei tre seguenti progetti

a) Presa in carico dei pazienti cronici propri assistiti. In estrema sintesi: PAI a 15 €, possibilità di erogare le seguenti prestazioni se comprese nei PAI:
ECG, Monitoraggio continuo (24 H) della pressione arteriosa, Spirometria Semplice, Ecografia addome superiore, Ecografia addome inferiore, Ecografia addome completo, Eco(color) dopplergrafia degli arti superiori o inferiori o distrettuale, Arteriosa o Venosa; Eco(color) dopplergrafia TSA; Esame del Fundus oculi; Esami ematochimici eseguiti con metodologia POCT (Point Of Care Testing), secondo quanto normato dal DDG n. 252 del 21/1/2013: Colesterolo HDL; Colesterolo Totale; Creatinina; Glucosio; Hb - Emoglobina Glicata; Potassio; Sodio; Trigliceridi; Urato; Tempo di Protrombina (PT); Tempo di Trombina (TT); Tempo di Tromboplastina Parziale (PTT); Alanina Aminotransferasi (ALT) (GPT); Gamma Glutamil Transpeptidasi (gamma GT).

La Regione continua a cercare di blandire i medici per convincerli ad aderire alla fallimentare riforma della cronicità. Questo atteggiamento è la conseguenza del comportamento del TAR della Lombardia che continua a rimandare la data dell’udienza del ricorso presentato dal SIMET, SMI, UMI, SNAMI PV (lo SNAMI Regionale nel corso dell’ultima udienza ha comunicato la sua mancanza di interesse alla prosecuzione del procedimento).

INTESA SINDACALE, di cui il SIMET fa parte, apporrà firma tecnica all’AIR con nota a verbale in cui sarà sottolineato per l’ennesima volta la violazione dell’ACN da parte della Regione e il comportamento discriminatorio perpetuato nei confronti dei medici non aderenti alla riforma, il SIMET infatti non ha nessuna intenzione di interrompere l’azione giudiziaria che, al contrario, sarà portata avanti, se necessario, in tutte le sedi competenti e per tutti i gradi di giudizio.

Per quanto riguarda le prestazioni comprese nel PAI, bisognerà inoltre vedere se la loro esecuzione comporterà il pagamento dell’IRAP: se così fosse, per guadagnare gli stessi soldi lavorando di più, bisognerà erogare ai propri pazienti cronici in un anno almeno 300 prestazioni, pari ad un incasso di circa 9.000 €.


b) Partecipazione all’offerta vaccinale. Il progetto prevede, per il raggiungimento del risultato, che ci sia un incremento del 20% rispetto all’anno precedente dei vaccinati di età >= a 65 anni, a livello aziendale.

Nella sua prima stesura l’obiettivo da raggiungere per il singolo medico era la vaccinazione del 75% dei propri assistiti con età >= a 65 aa, ma questa percentuale era stata rigettata da tutte le OO.SS.

Nella seconda stesura l’obiettivo da individuale era diventato aziendale perchè, secondo quanto riferito dal DG Sanità della Lombardia dr Caiazzo, il Presidente Regionale SNAMI nonché presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, avrebbe intravisto nell’obiettivo individuale una violazione deontologica.

La Regione aveva quindi proposto per il raggiungimento dell’obiettivo la vaccinazione a livello aziendale del 60% di tutti i cittadini con età >= a 65 anni, senza valutare l’apporto al risultato finale del singolo medico. In altre parole: qualora si fosse raggiunto il 60% su base aziendale tutti avrebbero raggiunto l’obiettivo, se al contrario a vaccinarsi fosse stata una percentuale inferiore al 60% nessuno avrebbe ottenuto i 3.08 €/assistito del governo clinico.

Questa formulazione era una vera FOLLIA, e solo dopo una estenuante trattativa si è arrivati alla versione finale che prevede per il raggiungimento dell’obiettivo un incremento, rispetto all’anno precedente, della vaccinazione del 20% degli assistiti con età >= a 65 anni su base aziendale, ma “con valutazione della partecipazione attiva del singolo al raggiungimento dell’obiettivo aziendale”.

E’ stata introdotta una clausola di salvaguardia che tutelerà i medici in caso di impossibilità a reperire un numero adeguato di vaccini; inoltre nel computo totale degli assistiti vaccinati andranno conteggiati anche quelli che aderiscono alla campagna vaccinale tramite canali alternativi, documentabili, al medico di famiglia.

c) Partecipazione ai programmi di screening oncologici. Il progetto si intende raggiunto a fronte dell’invito ad aderire ad almeno l’80% delle persone non aderenti e ad un incremento complessivo dell’adesione alle tre linee (se presenti) di screening a livello aziendale “di almeno il 5% dei propri assistiti e/o degli assistiti dei medici partecipanti alla presente linea progettuale”.

In questo progetto, analogamente a quanto previsto per quello precedente, nella percentuale del 5% saranno comprese le segnalazioni di avvenuta effettuazione della prestazione in un ambito non a carico del SSR.


2) AGGREGAZIONI FUNZIONALI TERRITORIALI

Entro il 30 giugno 2019 sarà presentato in Comitato Regionale il modello organizzativo che sarà sperimentato su tutto il territorio regionale. Questo modello deve prevedere l’integrazione del medico di CA nell’attività delle Cure Primarie attraverso “una relazione strutturata di quest’ultimo con i medici di Assistenza Primaria”.

Il SIMET ha presentato una proposta di modello organizzativo che prevede per il medico di CA un incremento orario del suo incarico per mezzo di attività diurna svolta nell’AFT, in raccordo con il medico di Assistenza Primaria.

Una svolta epocale, che da una parte consentirà di garantire l’effettiva continuità dell’assistenza al cittadino, dall’altra porrà fine all’isolamento del medico di CA a cui verrebbe riconosciuta pari dignità rispetto al medico di assistenza primaria ed un’adeguata remunerazione.

Nel modello proposto dal SIMET le due figure professionali, medici di CA e di AP, hanno pari dignità ma funzioni diverse ed integrate che consentiranno al medico di AP di poter svolgere meglio la sua attività e al medico di CA di acquisire esperienza e competenza attraverso l’azione di tutoraggio svolto dal medico di AP.



3) IMPLEMENTAZIONE INDENNITA’ PER NUOVE MEDICINE DI GRUPPO E PERSONALE DI STUDIO

Saranno approvate le richieste presentate nel corso del periodo 2015-2017 di attivazione di forme associative di gruppo e di rete e le richieste di indennità per assunzione di collaboratore di studio ed infermiere.

Saranno approvate le richieste di indennità per assunzione di personale di studio e infermiere già attive nel 2018 ovvero così come da rilevazione di ogni singola ATS già inviata alle competenti strutture regionali.

Eventuali risorse emergenti a partire dal 1 gennaio 2019 dovranno essere impegnate prioritariamente nel riconoscimento delle forme associative di gruppo, fatta salva la tutela di particolari situazioni orogeografiche valutate a livello di ATS.


Conclusioni:

la presenza al tavolo di trattativa regionale di INTESA SINDACALE ha permesso

- di evidenziare, correggere e migliorare molte parti dell’accordo;
- di promuovere e sostenere in modo deciso e determinante la nascita delle AFT, che riteniamo lo strumento da contrapporre alla cooperative per la presa in carico della cronicità;
- di tutelare anche la figura del medico singolo nel meccanismo di assegnazione delle risorse regionali.

Per quanto riguarda il GOVERNO CLINICO abbiamo espresso, insieme allo SMI, la nostra più totale opposizione al primo progetto e siamo riusciti a fare modificare significativamente i restanti due.

   

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