Mercoledì 27 febbraio 2019 presso la sede della SISAC si è svolta la riunione per l’apertura del tavolo di trattativa per il rinnovo dell’ACN.

Al posto del dr Vincenzo Pomo, andato in pensione, a coordinare il tavolo per tre mesi ci sarà il suo vice, il dr Antonio Maritati, che nel suo intervento ha rispolverato la terminologia della legge 189 (la cosiddetta “Legge Balduzzi”), parlando di AFT, UCCP e ruolo unico del medico di medicina generale.

A proposito della legge 189, nel comitato regionale per la medicina generale della Lombardia, Il SIMET è l’unica organizzazione sindacale che ha proposto la creazione di AFT con un modello organizzativo lievemente differente, in quanto ritenuto più funzionale, rispetto a quello previsto a livello nazionale, ma il progetto giace in qualche cassetto ignorato per manifesta volontà della parte pubblica lombarda giacché di esso non vi è traccia nella proposta di AIR presentata alle OO.SS. della regione Lombardia nel primo interlocutorio incontro del 2019.

Con l’obiettivo di concludere la trattativa entro i tre mesi di mandato del nuovo coordinatore, è stato fissato un fitto calendario d’incontri: il 14 marzo, poi il 26 e 27, quindi il 10 e 11 aprile e il 17 e 18 aprile, mattina e pomeriggio.

Per il rinnovo del contratto sono sati stanziati 203 milioni, di cui 171 per l'assistenza primaria (il 30% in quota fissa e il restante 70% in quota variabile), 23 milioni alla continuità assistenziale, 6 milioni al sistema emergenza/urgenza e 3 milioni alla medicina dei servizi.

Argomenti in discussione saranno le forme associative, il ruolo unico, la medicina penitenziaria, l’INAIL, l’applicazione del decreto semplificazioni che permette ai medici iscritti al corso di formazione di concorrere per le zone carenti, dove c'è bisogno, in graduatorie separate.

Tramite il suo coordinatore, Intesa Sindacale ha richiesto che venga fatta e un’interpretazione autentica delle AFT per evitare che le varie Regioni modifichino a loro piacimento quanto stabilito a livello nazionale; è stata richiesta la messa in sicurezza dei medici della Continuità Assistenziale e la ripresa della discussione sulla medicina penitenziaria e sull’emergenza territoriale, sulla base delle proposte elaborate dai tavoli tecnici di dicembre 2017.

 

   

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